venerdì, marzo 20, 2009
venerdì, novembre 14, 2008
giovedì, novembre 13, 2008
domenica, novembre 09, 2008
venerdì, ottobre 31, 2008
giovedì, luglio 31, 2008
venerdì, marzo 21, 2008
I test nelle scuole di Rovereto stanno continuando?
Dopo la telefonata allarmata di ieri da parte di un insegnante di una scuola di Rovereto che ci ha comunicato che i sondaggi dell’indagine “La Testa Altrove” promossi dal dr. Campolongo del Lions Host sono stati distribuiti in alcune scuole di Rovereto, ci chiediamo se, nonostante le recenti prese di posizione sfavorevoli ai test di vari organi amministrativi e istituzionali, i test non stiano continuando.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede al provveditorato, o a chiunque sia preposto a investigare eventuali violazioni, di intervenire per verificare queste notizie e avviare tutte le procedure necessarie per tutelare i bambini.
Nel corso dell’audizione sulla legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" e approvata all’unanimità da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, il dott. Fontana, responsabile della direzione cura e riabilitazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha affermato che l'Azienda sanitaria condivide il divieto di svolgere test sullo stato psichico degli alunni. Evidenzia a questo proposito la differenza tra la somministrazione di questionari anonimi per indagini sui comportamenti e test finalizzati a screening diagnostici. Sottolinea che l'Azienda sanitaria non ritiene che la scuola sia l'ambiente adeguato per rilievi diagnostici e ricorda che a fronte della richiesta di interventi riabilitativi nelle scuole essa ha sempre espresso parere negativo segnalando che le sedi appropriate per tali attività sono quelle dell'Azienda sanitaria appositamente deputate. Nella stessa audizione il dott. Renna, dirigente del servizio per lo sviluppo e l'innovazione del sistema scolastico e formativo, ha avvisato che la struttura provinciale di competenza può occuparsi del problema nella prospettiva di risolvere difficoltà di apprendimento, diversa dall'approccio sanitario. In questo senso avverte che i test, di cui all'articolo 6 del disegno di legge n. 259, non rientrano nella competenza del dipartimento istruzione. Afferma che quest'ultimo è estraneo a tali attività e il sostegno inizialmente accordato ai convegni svolti in Vallagarina, che si giustificava come attività di aggiornamento dei docenti, è stato ritirato poiché non si tratta di una pratica che si voleva introdurre nella scuola trentina, né tantomeno di un indirizzo per il futuro.
Nel corso della tavola rotonda ADHD Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività “I lati oscuri di una ‘nuova’ malattia curata con la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti” l’avvocato Di Francia ha sostenuto quanto segue: “Non impedire un evento che si ha il dovere di impedire, equivale a cagionarlo: art. 40, comma 2 c.p.). Per accertare se una interferenza è legale oppure illegale occorre riferirsi alla legge. Soltanto la legge può consentire le interferenze ed indicarne le modalità. Soltanto la legge può negare o limitare nella persona –minore o maggiore di età– l’esercizio di un sacrosanto diritto, qual è quello alla riservatezza. Legge e non atto amministrativo, qual è quello assunto in nome di una generica e non meglio precisata autonomia scolastica, come, purtroppo, è accaduto. La giustificazione è, a dir poco, singolare. Chi frequenta l’ambiente scolastico sa perfettamente che, in tale ambiente, nulla si muove se non dopo che sia pervenuta una specifica circolare. È, dunque, pensabile che, in una materia tanto delicata, qual è un’indagine psicologica sui bambini, il diritto alla riservatezza, il diritto al consenso informato, il diritto alla privacy, possano essere violati in base ad una generica e non meglio precisata “autonomia scolastica”? È bene chiarire che “autonomia” non vuol dire autarchia; non vuol dire fare quello che si vuole; non vuol dire “sovranità”. Vuol dire più semplicemente, facoltà di agire all’interno di una sfera, più o meno ampia di competenze, fissata dalla legge.
Si dice che i test vengono fatti solo per contribuire alla conoscenza del fenomeno nelle scuole trentine, ma teniamo a ribadire che prima negli USA e poi nelle altre nazioni, si può facilmente osservare che viene messa in atto e replicata fedelmente la stessa modalità operativa: si tratta non tanto di un allarme medico scientifico, quanto di una precisa strategia di marketing. La strategia di marketing è organizzata come segue:
1) Vengono pubblicati, su riviste e giornali, una serie di articoli, dove “esperti del settore”, annunciano la presenza di tale malattia, nonché la necessità di diagnosticarla precocemente. Bisogna CREARE il problema, convincere la popolazione che questo problema esiste, che è grave e che si tratta di una malattia (disturbo neuro-biologico)!
2) Gli psicofarmaci atti a “curare” tale malattia vengono approvati e introdotti sul mercato.
3) Si organizzano convegni scientifici sul “problema” e si formano organizzazioni di familiari, che chiedono a gran voce il “diritto alle cure e alla diagnosi precoce”.
4) I test per fare la diagnosi vengono distribuiti in alcune scuole e gli insegnanti vengono, tramite corsi di formazione, addestrati ad etichettare i bambini o a segnalarne i casi.
5) Mentre cresce la campagna stampa, al fine di “sensibilizzare” la popolazione, vengono approvate leggi che, stabiliscono che i test con le domandine vengano eseguiti a tappeto in tutte le scuole, sin dalla prima infanzia.
Il risultato finale: potenziali milioni di nuovi consumatori di pillole e tutti i disastri conseguenti. Si aggiunga infine che se da un lato la scuola rappresenta il luogo privilegiato di osservazione del disagio dei bambini e degli adolescenti, dall’altro il suo compito principale ed essenziale è quello dell’apprendimento, certamente non quello di trasformarsi o di essere trasformata in un laboratorio di igiene mentale. Uno Stato democratico è al servizio dei cittadini; fornisce servizi su richiesta dei cittadini; non entra nelle loro case e nella loro vita per schedarli, nemmeno nelle scuole.
L’uso di farmaci come il Ritalin sta facendo correre “rischi tremendi” ad un’intera generazione di ragazzi. Il farmaco è prescritto, per “controllare il comportamento in breve tempo” e non per ridurre un identificabile rischio per la salute del bambino. Nella nostra società non si era mai verificato un controllo chimico del comportamento umano di così vasta scala al di fuori degli ospedali e dei manicomi. Ricordiamo che dal 2004 negli USA, la FDA ha emanato una direttiva relativa a "black box" label warning indicando che molti antidepressivi possono incrementare il rischio di pensiero e di comportamento in alcuni bambini ed adolescenti. Il black-box warning è il più serio genere di avvertimento relativo alla prescrizione di farmaci (consiste in una etichetta con riquadro nero che avverte il consumatore dei rischi – lo stesso genere di etichette che oggi vediamo in Italia sui pacchetti di sigarette e che ne ricordano i rischi del consumo).
Paolo Roat
CCDU ONLUS Sezione di Trento
Sito: http://www.ccdutrento.org/
Email: ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org
lunedì, marzo 17, 2008
ADHD: criticità della diagnosi e della terapia

Mercoledì 9 aprile 2008
dalle ore 14,30 alle ore 16,30
Seminario
ADHD:criticità della diagnosi e della terapia
Facoltà dì Medicina - Università di Torino
Aula Valentino 2 (Teatro Nuovo)
Corso Massimo d'Azeglio, 17
RELATORI:Prof. Dott PAOLO PORTALEONE
Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino
Dott ROBERTO ELIA CESTARI
Medico, Presidente Nazionale Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
e Coordinatore Nazionale della campagna "Perché NON Accada"
Si rilascia attestato di partecipazione ai richiedenti
Leggi su: http://www.ccdu.org/
domenica, marzo 16, 2008
TORINO MEDICA : Le motivazioni mediche di una legge regionale piemontese
Torino Medica: Rivista mensile di informazione medica.
Organo Ufficiale
Anno XIX n.2 - febbraio 2008
Psicofarmaci e Bambini
Scarica e leggi l'articolo >>>>>> QUI
Sito internet : http://www.torinomedica.com/
martedì, marzo 11, 2008
PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO - MOSTRA A TRENTO

Questa mostra itinerante ha già fatto tappa con notevole successo in diverse città italiane e proseguirà dopo Trento in altre città quali Milano, Verona, Roma, Novara, ecc… La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.
La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Ma forse non si sa che questi screening si diffondono a macchia di leopardo anche in altre zone d’Italia e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi, come ad esempio nelle vicine scuole di Bosco Chiesanuova e nella provincia di Belluno.
E che dire dell’elettroshock? Recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock. E ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove lavora il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. La mostra include una sezione anche su questo tema. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata?
Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pur essendo una regione privilegiata, anche in Trentino abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno ricevuto gravi abusi e sono state condotte ingiustamente in un ospedale psichiatrico. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto. Ma è veramente così? Le storie di abuso che abbiamo raccolto indicano una realtà differente.
Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.” La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca.
Paolo Roat
Coordinatore Regionale
CCDU ONLUS Sezione di Trento
Sito internet: www.ccdutrento.org
Email: ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: www.ccdu.org
Per stampare e distribuire il volantino della mostra fai click qui.
Per stampare e affiggere la locandina della mostra fai click qui.
Mostra e convegno psichiatria a Milano
Palazzo Affari ai GiureconsultiVia Mercanti, 2 - Milano
Inizio:05/04/2008 - 11:00
Fine:13/04/2008 - 19:00
Inaugurazione: Sabato 5 Aprile alle ore 11.00
La mostra rimarrà aperta fino tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19 fino al giorno 13 Aprile. L'entrata è libera.
A seguito dell'inaugurazione della mostra multimediale, ci sarà un convegno-dibattito con la partecipazione di importanti esperti nel campo della salute mentale, tra cui:
Dott. Giorgio Antonucci, medico psicanalista
Dott. Mariano Loiacono, medico psichiatra azienda ospedaliero - universitaria "Ospedali Riuniti" di Foggia
Dott. Roberto Cestari, medico e Presidente del Ccdu
Dott. Saverio Fortunato, specialista in Criminologia Clinica - Docente all'Università di L'Aquila
Dott. Francesco Miraglia, avvocato del Foro di Modena
Moderatore: Paolo Massari, giornalista Mediaset e presidente della Commissione Istruzione Comune di Milano
www.ccdu.org
venerdì, marzo 07, 2008
giovedì, marzo 06, 2008
Vengo dalla piccola valle
Giovedì 6 marzo alle 17, nella sala conferenze della Biblioteca–Pinacoteca ex Chiesa S. Michele Minore (pressi piazza Manganelli), verrà presentazione il libro Vengo dalla piccola valle (Edizioni Tracce, Pescara) del dr. Natale Adornetto. L'evento è organizzato dalla Provincia Regionale di Catania/Assessorato alle Politiche Culturali.
Il libro ha vinto il 2° premio assoluto nella sezione narrativa del concorso letterario “Premio Nazionale Histonium” (2007).
Madrina dell’iniziativa e della presentazione è la dottoressa Serafina Perra, che, come l’autore, sarà presente e parteciperà alla serata.
Il romanzo delinea la storia originale del protagonista a confronto con le problematiche esistenziali e il disagio psichico, che lo porta a subire il Tso, Trattamento Sanitario Obbligatorio, cioè ricovero coatto, imposto e forzato nei reparti di psichiatria degli ospedali per almeno 7 giorni contro la volontà del malcapitato, il quale subisce pesantissimo trattamento farmacologico e viene legato al letto se si rifiuta di assumere psicofarmaci, letto in cui la persona viene ugualmente riempita di dannosissimi psicofarmaci.
Il protagonista – effervescente persona piena di vita, d’amore e di gioia di vivere, giovane con una vivacità mentale straordinaria, uomo che viene nutrito dalle deliziose sensazioni di cui è stracolma la sua anima e brillante studente universitario di psicologia – viene completamente devastato, sminuzzato e triturato sia nel fisico che nello psichico dal doppio violento impatto col Tso e con le overdosi di psicofarmaci, che, eufemisticamente, sono così chiamati ma di fatto sono droghe, droghe delle più potenti e pericolose.
L’autore, dopo la narrazione di tutta la vita precedente del protagonista sin dalla nascita, racconta come questi vive la situazione in cui l’hanno fatto precipitare col Tso e come a poco a poco, dopo mesi e mesi e dopo impegnative, dure, spossanti, difficilissime e sfibranti lotte, ricomincia a riprendersi e ad essere nuovamente se stesso. Se stesso; ma non più se stesso…
Il libro evidenzia chiaramente e senza equivoci come si vive prima del Tso e dopo questi: il protagonista passa dal pieno fulgore all’essere ridotto peggio di una larva. Per colpa del Tso e degli psicofarmaci perde tutto ciò che aveva – gioia di vivere, vivacità intellettuale, brillantezza, sensazioni, poeticità, effervescenza e quant’altro: tutto di tutto di tutto. È costretto ad abbandonare gli studi, rimane con ossa e muscoli massacrati e doloranti e per mesi non riesce ad alzarsi dal letto, e viene assalito e sommerso da tutta una sequele di gravissimi ed invalidanti effetti postumi dovuti alla somministrazione violenta e brutale di psicofarmaci.
Questi sono i motivi principali che hanno spinto l’autore a scrivere l’opera, opera che racconta una storia vera che, una sciagura realmente accaduta, onde denunziare il barbaro, bieco, cinico, crudele e spietato operato della laida, truce, malvagia, bestiale, feroce, abominevole e disumana psichiatria.
Romanzo di grande forza sul piano allegorico e testo che va controcorrente, criticando la profonda ingiustizia del Tso della prescrizione e somministrazione di psicofarmaci – droghe farmaceutiche autorizzate dallo Stato.
“Nessuno dovrebbe essere privato della libertà a meno che non sia stato dimostrato colpevole di un crimine. Privare una persona della libertà per quello che viene chiamato “il suo bene” è immorale” (Thomas Szasz, Professore di psichiatria emerito presso lo Health Science Center, State University di Syracuse, New York. )
(06 marzo 2008)
lunedì, marzo 03, 2008
giovedì, febbraio 28, 2008
Trento: Mostra multimediale; PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO
PSICHIATRIA: UN VIAGGIO SENZA RITORNO
Passato e presente degli errori ed orrori psichiatrici
Trento, Palazzo della Regione, Sala di Rappresentanza,
18 - 21 e 25 - 28 marzo 2008 dalle ore 9 alle ore 20.
Cerimonia di inaugurazione il giorno 18 marzo alle ore 10.30 presso il Palazzo della Regione.
Questa mostra itinerante ha già fatto tappa con notevole successo in diverse città italiane e proseguirà dopo Trento in altre città quali Milano, Verona, Roma, Novara, ecc… La mostra è il compendio di oltre 40 anni di ricerca con inediti filmati storici e interviste ad oltre 160 persone tra medici, avvocati, pedagogisti e testimonianze di persone che hanno subito abusi psichiatrici o hanno perso dei familiari a causa dei "trattamenti" psichiatrici. Tutto ciò offre innumerevoli spunti di riflessione per legislatori, medici, sostenitori dei diritti umani e privati cittadini al fine di riportare la psichiatria entro i confini della legge, eliminandone gli abusi. L’obiettivo dichiarato è quello di informare i cittadini e specialmente di sensibilizzarli sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in modo particolare ai danni delle categorie più deboli.
La mostra include anche una sezione che tratta dettagliatamente il tema dell’ADHD e della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, tema molto caldo in Trentino a causa degli screening tenuti in alcune scuole della Vallagarina. Ma forse non si sa che questi screening si diffondono a macchia di leopardo anche in altre zone d’Italia e proseguono, sostenuti attivamente da vari centri di neuropsichiatria infantile particolarmente attivi, come ad esempio nelle vicine scuole di Bosco Chiesanuova e nella provincia di Belluno.
E che dire dell’elettroshock? Recentemente è stata inviata una petizione al Ministero della Salute per riportare in auge l’elettroshock. E ha suscitato molto scalpore la recente intervista shock rilasciata dal dott. Cassano in cui, negando tout court la realtà dei fatti, ha promosso l’elettroshock spacciandolo come cura miracolosa. Poche persone sanno che l’elettroshock si pratica ancora a Pisa, dove lavora il dott. Cassano, come pure a Brescia, Oristano, Cagliari, Bressanone e Brunico, e in varie cliniche private a Roma, Verona e Bologna. La mostra include una sezione anche su questo tema. Lo sapevate che lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell'elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50, affermò che questa “terapia” doveva essere cancellata?
Altro tema scottante è quello del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Pur essendo una regione privilegiata, anche in Trentino abbiamo raccolto testimonianze di persone che hanno ricevuto gravi abusi e sono state condotte ingiustamente in un ospedale psichiatrico. La natura del TSO dovrebbe essere quella di un provvedimento sanitario di carattere eccezionale, che limita la libertà personale di chi vi è soggetto. Ma è veramente così? Le storie di abuso che abbiamo raccolto indicano una realtà differente.
Il video introduttivo della mostra dice: “Pensi che la psichiatria non abbia nulla a che fare con te? Ripensaci.”
La psichiatria ha ormai un immenso potere e si è inserita in tutti i gangli del potere e della società. Solo se diveniamo vittime di abusi psichiatrici e solo quando colpiti direttamente ci rendiamo conto del pericolo, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi. Le informazioni ottenibili visitando la mostra non sono attualmente disponibili da nessun’altra parte, se non compiendo una lunga e faticosa ricerca.
Paolo Roat
mercoledì, febbraio 27, 2008
PSICHIATRIA: oltre al danno anche la beffa Quali verità nascoste sull’elettroshock e sugli psicofarmaci
Come la mettiamo ora con i milioni di persone che stanno assumendo da anni psicofarmaci decantati come assolutamente sicuri ed unica soluzione alle “malattie mentali”? Chi glielo va a dire che sono a rischio di morte?
O mentono coloro che promuovono gli psicofarmaci o mentono Cassano e Koukopoulos.
Sottolineiamo che Cassano promuove sia l’una sia l’altra soluzione. Come la mettiamo con i miliardi, di nostre tasse sudate, che attraverso il fondo sanitario vengono elargiti generosamente alle case farmaceutiche? Intervistato dal sottoscritto, lo Psichiatra dr. Mariano Loiacono, che da 32 anni opera con estremo successo nell’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia afferma: «Ricevo molte persone che, disperate, cercano di uscire dalle cure psichiatriche tradizionali, anche del dr. Cassano, provate nel fisico e nell’animo ben più di prima che finissero sotto trattamento. Mi piacerebbe che qualcuno organizzasse un confronto pubblico, magari televisivo, tra il dr. Cassano con le sue cure e i suoi collaboratori e i miei metodi e i miei collaboratori. In 32 anni di attività sono centinaia le persone che posso dimostrare sono usciti dal tunnel del disagio psichico affrontandolo col “metodo alla salute” che esclude l’uso di psicofarmaci, a conferma di quello che dice anche il dr. Antonucci sul Giorno di qualche giorno fa. Io e due “casalinghe”, usando il mio metodo, siamo in grado di aiutare un cosiddetto “schizofrenico” senza l’uso di psicofarmaci e trattamenti molto meglio del dr. Cassano e suoi collaboratori; e lo possiamo dimostrare. Inoltre questo con costi decisamente inferiori sia in termini economici ma soprattutto umani». Cassano gioca colpevolmente con le parole quando dice che oggi l’elettroshock è diverso e non provoca più danni poiché effettuato sotto anestesia e iniezione di mielorilassanti. Facciamo un esempio: se ti danno una martellata in testa mentre sei sveglio, è probabile che sentirai molto dolore oltre agli ovvi danni fisici. Se ti danno la stessa martellata mentre sei sotto anestesia, non sentirai il dolore, ma il danno resta. Inoltre nel documento, in nostro possesso, del consenso informato della Clinica Psichiatrica all’Università di Pisa, praticamente non vengono citati danni collaterali fisici che qualsiasi medico potrebbe confermare. Non solo nello stesso documento si fa del terrorismo psicologico dicendo al paziente che se non si sottopone…avrà un più lungo e grave periodo di malattia e debilitazione. Il documento afferma che eventuali ricadute dopo l’elettroshock vengono “evitate” con l’assunzione di psicofarmaci. Mamma mia è un circolo dannatamente vizioso!
La vera differenza, che Cassano e Koukopoulos non dicono tra il passato e il presente dell’elettroshock, è solo da un punto di vista estetico: non si vedono più gli aspetti drammatici delle convulsioni (mielorilassanti) quindi è accettabile per la gente, ma non per colui che lo riceve.
Una società civile non dovrebbe permettere trattamenti brutali ma proibirli, oltre ad effettuare una completa indagine per scoprire i danni causati fino a questo momento. Alla luce delle dichiarazioni di Koukopoulos bisognerebbe anche indagare a questo punto su cosa intende con “psicofarmaci costosi e letali” soprattutto sull’affermazione “letali”. Siamo d’accordo su entrambi i punti. Un appunto sul costoso: la psichiatria in America con 12 dollari di corrente incassa 5 miliardi. Sembra proprio un buon affare.
Massimo Parrino
Direttore
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel.: 02/36510685
E-mail: direttore@ccdu.org
Sito: http://www.ccdu.org/
lunedì, febbraio 25, 2008
''Elettroshock? Una vergogna per la psichiatria''
Articolo sulla pagina web:
http://www.superabile.it/CANALI_TEMATICI/Superabilex/Dossier/info-966493997.html
domenica, febbraio 24, 2008
PETIZIONE CONTRO ELETTROSHOCK
la democrazia ci permette di esprimere il nostro libero pensiero su qualsiasi soggetto.
La psichiatria chiede di aprire decine di centri in Italia per fare l'elettroshock.
Noi proponiamo di firmare e inviare questa petizione al Ministro Livia Turco.
Chi fosse d'accordo con la petizione può:
1) Scaricare e compilare il modulo che si trova in fondo alla pagina web
http://www.ccdu.org/comunicati/evviva-elettroshock
e inviarlo via fax al Ministero della Salute al numero contenuto nel modulo
2) Stampare e inviare il modulo via posta ordinaria all'indirizzo indicato nel modulo
3) far girare questa petizione segnalandola su tutti i blog, forum e siti possibili.
CCDU onlus
venerdì, febbraio 22, 2008
PSICOFARMACI AI MINORI PASSA ALL’UNANIMITÀ LA PROPOSTA DI LEGGE IN TRENTINO
Introdotto dal consigliere provinciale De Eccher, che ha informato i presenti dell’approvazione all’unanimità (vedere http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=75086), da parte della IV Commissione permanente della Provincia di Trento, del progetto di Legge n. 259 ispirato alla legge già approvata in Piemonte (che prevede, tra l’altro il divieto di eseguire gli screening psicopatologici nelle scuole e l’obbligo del consenso informato scritto dei genitori prima della somministrazione di tali sostanze), il convegno è proseguito con gli interventi del dott. Cestari (Presidente CCDU Italia), dell'avv. Di Francia (Chairman distrettuale Kiwanis International Italia - San Marino), del dott. Plotegher (medico e Consigliere Comunale di Rovereto), del dott. Bombarda (Consigliere Provinciale), del dott. Poma (Portavoce nazionale campagna “Giù le mani dai Bambini).
Gli elementi scientifici illustrati hanno evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con la sigla ADHD si illustra pertanto solo un comportamento dei bambini, che come ogni altro comportamento umano, anche qualora protratto nel tempo e di particolare rilevanza può essere originato da molte e differenti cause. La parola ADHD assume quindi unicamente il “valore” di uno “spiegatutto” che in realtà non chiarisce nulla, mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato il perchè.
Il pubblico presente ha espresso grande soddisfazione, e vi è stata una calorosa partecipazione con interventi e domande rivolte ai relatori.
Continueremo a lavorare per informare il pubblico e promuovere iniziative istituzionali e di legge per salvaguardare la salute dei minori.
Cordialmente
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel 02 36510685
Email: info@ccdu.org
Sito: www.ccdu.org
Sezione di Trento:
E mail: ccdutrento@tiscali.it
Sito: www.ccdutrento.org
giovedì, febbraio 21, 2008
“Evviva” l’elettroshock!
Durante l’intervista il Dr. Cassano ha seppellito qualsiasi critica e tutte le storie drammatiche con affermazioni tipo: “è tutta letteratura”. Si, letteratura fatta sulla pelle della gente.
L’On. Lucchese, medico Pediatra, da noi intervistato in proposito, critica l’impostazione di “pura affermazione” delle proprie opinioni, senza dimostrare nulla o portare prove delle proprie dichiarazioni. L’unica cosa di cui Cassano si preoccupa è che Cerletti ha sbagliato nome: non doveva chiamarlo elettroshock. Come se cambiare nome a qualcosa, la facesse sembrare più umana. Lo stupro è stupro anche se lo chiami “rapporto sessuale non consenziente”.
Lo stesso Ugo Cerletti, inventore dell’elettroshock, durante un suo discorso alla Sorbona negli anni 50 affermò che questa terapia doveva essere cancellata, affermazione confermata dalla sorella e dalla figlia, negli anni seguenti.
Quale è lo scopo di Cassano? Egli evita di dire alla gente che tutta la teoria che sta dietro a questa “grande scoperta” risiede nell’ipotesi che una manifestazione neuropatologia, l’ epilessia e una malattia mentale, la depressione non possono coesistere. Così, se si provocano convulsioni epilettiche queste “scacciano”, come se fosse il malocchio, la depressione. Una teoria strampalata, come molte altre.
Il Dott. Antonucci, medico che ha smantellato molti reparti psichiatrici, afferma che L’ETC può procurare gravi danni neurologici e fisici, per esempio pancreatine emorragica, come si trova scritto nel dizionario medico SAIE/LAROUSSE del 1983.
Nessuna società civile dovrebbe permettere l’uso di una pratica brutale come l’elettroshock e la distruzione della sanità mentale di una persona, facendola passare per “cura miracolosa”.
Il Dott. Giorgio Antonucci e lo psichiatra Mariano Loiacono hanno provato, al di la di ogni ragionevole dubbio, che dal disagio psichico si può uscire senza l’uso di psicofarmaci o altri trattamenti brutali, simili in tutto e per tutto a torture.
Inoltre i costi sociali ed economici di questo approccio sono drammaticamente ridotti, in certi casi fino al 90%. Antonucci, al tempo del suo lavoro nei reparti, dice che gli unici ad essere scontenti erano i rappresentanti farmaceutici. Forse Cassano vuole invece favorire l’azienda elettrica…
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede da anni la cancellazione di questa pratica brutale.
Massimo Parrino
Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel.: 02/36510685
Email: info@ccdu.org
Sito: http://www.ccdu.org/
ASCOLTATE L'INTERVISTA A CASSANO (ANDATA IN ONDA SU RADIO24)
LA TROVATE QUI >>>> www.ccdu.org
Lasciamo a Voi la parola.
Se riuscite a trovarne, inviateci i Vostri commenti a ccdumonza@infinito.it
(Ci teniamo a sapere la Vostra opinione, Non saranno pubblicati senza la Vostra autorizzazione)
martedì, febbraio 19, 2008
Personaggi fantomatici per malattie fantomatiche
Le nostre scuole sembra si stiano trasformando sempre più in distaccamenti delle ASL, che propongono ai Presidi, con il supporto di psicologi, fantomatici programmi che dovrebbero migliorare l’istruzione e le relazioni. Questi programmi sono le brutte copie di quelli attuati in America dal 1965 e che hanno causato il disastro nella loro istruzione. Le stragi nelle scuole americane sono una diretta conseguenza di tali programmi. I Presidi hanno il dovere di informarsi riguardo ai risultati, se di risultati si può parlare, prodotti nel passato da tali programmi. Non devono fidarsi solo per il fatto che a proporli sono dei cosiddetti “professionisti”. Se qualcuno pensa di trasformare le nostre scuole in un nuovo mercato per la psicologia e la psichiatria ha fatto male i suoi calcoli. Noi continueremo a denunciare chiunque sostenga la necessità di screening nelle scuole, chiunque sostenga l’ADHD e i disturbi dell’apprendimento come fossero malattie mentali, nonostante non ci siano prove scientifiche a sostegno. Non ci sono scuse e compromessi su una questione così delicata. E’ il futuro dei nostri bambini che è in gioco.
Preghiamo tutti i genitori a cui figli sono stati sottoposti test psicologici nelle scuole, sotto forma di domandine, osservazione diretta, sviluppo di temi e disegni, di segnalarlo al nostro Comitato.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus
Tel.: 02/36510685
Email: info@ccdu.org
Sito: www.ccdu.org
sabato, febbraio 16, 2008
PSICOFARMACI: COSA SUCCEDE IN ITALIA?
Altra vittoria emiliana è stata l’approvazione all'unanimità di una mozione di Verdi e Pd, che chiedono al Governo che sulle confezioni di determinati farmaci siano riportate più informazioni, in particolare per il metilfenidato, con una guida dettagliata sui potenziali pericoli.
Si tratta di una lunga serie di prese di coscienza che nei mesi scorsi avevano visto il Consiglio Regionale piemontese abolire gli psicofarmaci e i test psichiatrici nelle scuole; e la stessa proposta era stata presentata in Campania da Tonino Scala.
Ricordiamo, infatti, che questi test diagnosticano una "malattia" di dubbia esistenza, chiamata ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività), sulla base di domande arbitrarie, un metodo che ha ben poco di scientifico. I ragazzi vengono in questo modo indirizzati a strutture neuropsichiatriche, dove vengono poi somministrati psicofarmaci come il Ritalin.
Etichettare e controllare sembrano essere le attività principali della psichiatria e da Basaglia molti passi devono ancora essere compiuti. A quei tempi il problema erano i manicomi, oggi sembra accentrarsi sui trattamenti ai minori.
Ma la Lombardia sembra non averlo compreso e, attraverso una petizione, intende semplicemente potenziare l'intero sistema psichiatrico, quando gli stessi soldi potrebbero invece essere investiti per fermare gli abusi dei diritti umani in quell’ambito e migliorare contemporaneamente il sistema.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel 02 36510685
Email linea.stampa@ccdu.org
Sito http://www.ccdu.org/
mercoledì, febbraio 13, 2008
PSYCHCRIME.ORG UPDATE

DATABASE DI SENTENZE DI CONDANNA EMESSE DA TRIBUNALI PER CRIMINI COMMESSI DA PSICHIATRI.
PER VEDERLO ENTRA >>>PSYCHCRIME.ORG
lunedì, febbraio 11, 2008
Tavola rotonda a Rovereto (TN) Giovedì 21/02/2008 Ore 20:30 - 22:30
ADHD Disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività
I lati oscuri di una "nuova" malattia curata con la somministrazione di psicofarmaci a bambini e adolescenti.
Presso la Sala Filarmonica di Rovereto, giovedì 21 febbraio 2008 alle ore 20,30 Giovedì 21 febbraio si terrà una tavola rotonda per informare i cittadini sul tema dell’iperattività, degli screening nelle scuole e sull’indagine “La Testa Altrove” promossa e autorizzata nelle scuole della Vallagarina.
Nella tavola rotonda verranno trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di questo fenomeno. Inoltre verrà trattato anche l’aspetto giuridico. I genitori, gli insegnanti, gli operatori, i politici e i cittadini avranno modo di comprendere appieno la questione e sapere quello che sta accadendo.
Questo convegno sta riscuotendo molto interesse e saranno presenti vari rappresentanti politici, tra i quali: l’onorevole Maurizio Fugatti, i consiglieri provinciali Giorgio Viganò e Giuseppe Parolari e la consigliera circoscrizionale di Rovereto Mara Dalzocchio, che hanno già confermato la loro intenzione di essere presenti.
Ma ci sono altri politici che hanno manifestato interesse e saranno presenti compatibilmente con i loro impegni. Inoltre molti genitori si sono attivati e stanno distribuendo volantini; si prevede una grande partecipazione anche in considerazione delle oltre 3400 firme raccolte in pochissimo tempo a favore della legge contro i test nelle scuole e gli abusi di psicofarmaci sui bambini.
È stata scelta una sala molto grande proprio per accogliere tutte le persone interessate.
Cordialmente. Paolo Roat
CCDU ONLUS Sezione di Trento
Sito: http://www.ccdutrento.org/
Email: ccdutrento@tiscali.it
Sito nazionale: http://www.ccdu.org/
giovedì, gennaio 31, 2008
Tavola rotonda a Pescia: Il bambino agitato e disattento è malato?

Pescia (FI)Palazzo del PodestàPresso la "Gipsoteca"Piazza del Plagio, 1
L'evento è patrocinato dal Comune di Pescia e dalla Società della Salute Valdinevole.
Alla tavola rotonda interverranno:
Dott. Baglioni - Neuropsichiatra infantile
Dott. Claudio Bartolini - Direttore della Società della Salute
Dottoressa Giovanna Papini - Assessore
Dott. Danza - Psichiatra
Dott: Roberto Cestari - Presidente Ccdu
HalinaWalczyk - Responsabile Ccdu Firenze
I cittadini sono invitati a partecipare
mercoledì, gennaio 30, 2008
Fitoterapia e bambini: contro i disturbi dell’attenzione lievito plasmolisato con erbe ottenuto con il metodo Strath
In Italia il 9,1% dei bambini in età pediatrica soffre di disturbi psichici e almeno l’1,5% manifesta sintomi riconducibili alla Sindrome ADHD, ovvero la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione.
Uno studio pubblicato dalla rivista svizzera Pädiatrie (1/2006), svolto dall’immunologo clinico Peter W.Joller in collaborazione con l’Università di Zurigo e il Centro Ospedaliero del Canton Vallese, dimostra l’efficacia della fitoterapia - in particolare dell’assunzione di un preparato a base di lievito plasmolisato e piante - nella cura di questo tipo di disturbi infantili, in controtendenza rispetto al ricorso sempre più frequente al trattamento con psicofarmaci .
Nell’arco di otto mesi sono stati esaminati 26 bambini affetti da Sindrome ADHD, a cui è stato somministrato, per tre volte al giorno, un cucchiaino da caffè di un preparato a base di lievito plasmolisato con erbe secondo il metodo Strath, una tecnica fisico-enzimatica che plasmolizza cellule di lievito nutrite con piante. L’82.9% dei risultati dei test effettuati ha dimostrato miglioramenti comportamentali significativi per due terzi dei bambini esaminati. I pazienti hanno beneficiato degli effetti dell’assunzione del preparato, in particolare per quanto riguarda i parametri attenzione e concentrazione. Inoltre, nell’ambito dell’intero studio non sono stati notificati effetti collaterali indesiderati.
La ricerca dimostra dunque l’efficacia di una metodologia di prevenzione e trattamento dei disturbi dell’attenzione meno invasiva rispetto all’utilizzo di psicofarmaci, come evidenzia la Dott.ssa Loredana Maraldo, fitoterapeuta e fitopreparatrice a Milano: “Gli insegnanti segnalano sempre più casi di disagio scolastico con disturbi comportamentali durante le lezioni. Questo induce, con troppa sollecitudine, all’uso di psicofarmaci nei ragazzi per meglio gestire le relazioni sociali. Le ricerche scientifiche effettuate con i fortificanti Strath dimostrano un influsso favorevole sul sistema immunitario, sulla capacità di concentrazione e sul rendimento scolastico. L’associazione dei 61 micronutrienti biodisponibili agisce sui disturbi comportamentali con riduzione della distrazione, dell’aggressività, dell’impazienza e della stanchezza”.
Pagina web: http://www.nicolita.it/Detail.asp?Id=14025
martedì, gennaio 29, 2008
Uno studio pubblicato su “Lancet” attribuisce la sindrome da iperattività infantile all’uso di coloranti artificiali nei cibi.....
10 gennaio 2008
DALLA PAGINA WEB: http://www.lanuovaecologia.it/vivere_meglio/salute/8868.php
Perché lo Stato finanzia la Psichiatria e la Psicologia?
Purtroppo chiunque non utilizzi metodi coercitivi, psicofarmaci dannosi, etichette psichiatriche e l’intera serie di “trattamenti” psichiatrici, viene ostacolato e spesso direttamente attaccato, impedendo di fatto che metodi alternativi possano dare il loro contributo ed aiutare davvero le persone in difficoltà. La montagna di soldi che la psichiatria guadagna è una motivazione più che legittima per attaccare chiunque si discosti: il “metodo della salute” è uno di questi.
Non cesseremo mai d’informare il pubblico denunciando chi sostiene e chi invece lotta contro questo crimine. Perché quindi lo Stato Italiano continua a finanziare i programmi della psichiatria e psicologia nonostante le prove non solo della loro inefficacia ma del loro potere distruttivo e dannoso? Rendiamoci conto di una cosa: il potere che abbiamo messo nelle mani degli psichiatri, rende ognuno di noi un possibile bersaglio, nessuno escluso. Sarai tu il prossimo?
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685
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Sito: www.ccdu.org
Un rimedio naturale per i bambini "irrequieti"
Antidepressivi: i dati negativi non vengono pubblicati
Lo dimostra un articolo pubblicato sull'ultimo numero della rivista New England Journal of Medicine.
È impossibile determinare se questi dati non siano stati pubblicati per scelta delle case farmaceutiche o perché sono stati rifiutati dalle riviste mediche, sostengono gli autori dell'articolo, ma un fatto è innegabile: questa mancanza di dati falsa le conoscenza in materia di antidepressivi della comunità scientifica.
La denuncia è chiara; il NEJM ha dato spazio, evento non comune, ad un articolo che prende una posizione netta.
Un "J'accuse" che non riguarda solo le industrie farmaceutiche ma anche gli organi di controllo e l'editoria medica.
Bibliografia. Turner E et al. Selective publication of antidepressant trials and its influence on apparent efficacy. NEJM 2008;358:252-60.
emanuela grasso
Pensiero Scientifico - Gio 17 Gen - 16.06
Dalla pagina:
http://it.notizie.yahoo.com.....
lunedì, gennaio 28, 2008
Grande affluenza di pubblico Centro Sociale San Lazzaro per la conferenza sull’Iperattività e disturbo da deficit di attenzione su bambini e ragazzi
I saluti della città sono stati fatti dall’Assessore all’Istruzione la dott.ssa Tiziana Alchera che oltre a ringraziate i qualificati relatori per il loro contributo alla corretta informazione sul problema dell’ADHD e l’indiscriminata somministrazione di psicofarmaci sui bambini, ha anche sottolineato come sul territorio esiste una rete di assistenza funzionale che mette a disposizione delle famiglie molteplici soluzioni per far fronte al disagio dei minori laddove esiste.
Il dott. Roberto Cestari, presidente nazionale del CCDU Onlus, dopo aver illustrato l’inattedibilità scientifica dell’individuazione dell’ADHD quale malattia , ha elencato le seguenti cifre statistiche conseguenti all’attuale trend internazionale volto all’ipermedicalizzazione dei bambini:
- 11.000.000, i minori in terapia con psicofarmaci nei soli Stati Uniti (fonte: NIMH, Nexus, Los Angeles Times); 17.000.000 il totale nel mondo.
- 2 miliardi di dollari, il fatturato legato alla vendita di un'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin ®) nei soli Stati Uniti (fonte: DEA USA)
- 12%, la percentuale di bambini ai quali vengono somministrati psicofarmaci all'inizio delle scuole elementari in Francia (fonte: Ministere de la Santè, - Canadian Journal of Psichiatric vol. 43)
- 30.000, i bambini Italiani che ogni giorno assumono antidepressivi SSRI (fonte: Istituto Mario Negri di Milano), che tra gli effetti collaterali possono indurre al suicidio (fonte FDA - USA)
Per ciò che riguarda invece il numero dei bambini che sarebbero affetti dall'ADHD, ha aggiunto: "Su quanti siano i bambini colpiti da questa presunta patologia (ADHD), le cifre si sprecano. La prevalenza (numero di casi nel momento in cui il dato viene rilevato) sarebbe dell’1% (fonte ISS); mentre secondo vai studi internazionali sarebbero tra il 4 e il 12 % (fonte ISS). Secondo lo studio Ritz, in Spagna, la percentuale sale al 14, 5 %.
Secondo il lo studio de Renoche la percentuale varia 2,4 al 24,05 % (in età scolare) .
E conclude: "con cifre variabili dal 1 al 24%, ogni affermazione fatta perde matematicamente significato, cioè ognuno sembra poter dire ciò che vuole”.
Il Consigliere Regionale Gian Piero Clement, nel concludere la serata ha osservato: “il vero pericolo in questa nuova tenedenza a risolvere il disagio giovanile con delle pillole sta nel rischio di creare una generazione incapace di affrontare gli inevitabili problemi della vita senza fare uso di sostanze. Sotto questa ottica, la recente legge regionale che regolamenta la somministrazione di psicofarmaci ai minori e vieta i test psicopatologici nelle scuole ha il grande merito di regolamentare la materia a beneficio dei bambini e delle loro famiglie”.
Ufficio Stampa
Dott.ssa Maria Elena Testa
CCDU Onlus
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domenica, gennaio 27, 2008
Spesa per antipsicotici alle stelle come i compensi corrisposti agli psichiatri USA
Lo stato del Minnesota obbliga le industrie che producono farmaci a dichiarare i compensi che accordano ai medici.
Analizzando i dati dei compensi delle ditte ai medici si evince che gli psichiatri dal 2000 al 2005 sono tra le categorie che ricevono i maggiori compensi con un range da $51 a più di $689,000, ed un valore mediano di $1,750.
Dal 2000 al 2005 le spese per il rimborso dei farmaci antipsicotici atipici in Minnesota sono aumentate di sei volte fino a $1.6 milioni.
Steven E. Hyman, rettore della Harvard University già direttore del National Institute of Mental Health ha affermato che tali compensi possono incoraggiare gli psichiatri ad usare tali farmaci in modo tale da mettere a rischio la salute dei pazienti e cita il caso dell’enorme aumento degli atipici nei bambini.
Talora questi farmaci vengono usati per utilizzi off-label come ad esempio per aumentare l’appetito ed il peso nelle anoressiche, ma aumentando il rischio di effetti collaterali come ad esempio le distonie.
L’aumento della prescrizione degli atipici è per l’aumento delle diagnosi di disturbi bipolari e ciò ha coinciso con un passaggio da antidepressivi quali ad esempio la fluoxetina agli atipici.
Nel 2000 il Minnesota ha speso circa $521,000 per gli antipsicotici, per la maggior parte per gli atipici, dei bambini assistiti dal Medicaid. Nel 2005 il costo è stato di $7.1 milioni, un incremento di 14 volte.
Fonte: New York Times 10 maggio 2007
SSRI correlati ad aumento rischio fratture
Uno studio di coorte di tipo prospettico ha valutato l’incidenza di fratture clinicamente e radiologicamente rilevabili in 5008 soggetti di età >50 anni, seguiti per 5 anni.
L’impiego giornaliero di SSRI, documentato in 137 pazienti, ha determinato un notevole aumento del rischio di fratture (HR 2,1; IC 95%: 1,3-3,4).
Gli SSRI sono stati associati anche ad un aumento del rischio di cadute (odds ratio 2,2; IC 95%: 1,4-3,5), ad una minore densità minerale ossea a livello dell’anca e ad un trend di minore densità ossea a livello della colonna vertebrale.
Questi effetti erano dose-dipendenti e simili a quelli riportati al baseline e a 5 anni di follow-up. L’assunzione giornaliera di SSRI in pazienti con più di 50 anni è stata associata ad un aumento di 2 volte del rischio di fratture.
La depressione e le fratture sono frequenti in questa fascia di età; l’elevato rischio attribuito all’impiego giornaliero di SSRI può avere importanti conseguenze sulla salute pubblica.
Fonte: Arch Intern Med 2007; 167: 188-94
http://www.farmacovigilanza.org/
domenica, gennaio 20, 2008
Pinerolo: Bambini e adolescenti, iperattività e deficit di attenzione; gli psicofarmaci sono una risposta?
Pinerolo Centro Sociale San Lazzarovia dei Rochis 3
Continua il giro di conferenze informative promosso dal Comitato dei Cittadini per i diritti Umani, ente internazionale di tutela dei diritti umani nel campo della salute mentale. Questa volta sarà a Pinerolo (To) presso Centro Sociale San Lazzaro in Via dei Rochis 3 dove il 25 gennaio alle ore 20,45 si discuterà di Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD).
La conferenza, il cui moderatore sarà Ernesto Bodini, giornalista medico scientifico, avrà come relatori il Consigliere Regionale Gian Piero Clement (RC) firmatario della nota legge regionale recentemente approvata contro l'uso indiscriminato di psicofarmaci sui bambini e la somministrazione di test ADHD nelle scuole, Consigliere Regionale Gianluca Vignale (AN) primo firmatario della legge regionale, il dott. Roberto Cestari, medico e Coordinatore Nazionale della Campagna "perché non accada" e il Prof. Paolo Portaleone, Ordinario di Neuropsicofarmacologia presso l'Università di Torino.
Con l'approvazione da parte del Consiglio Regionale del Piemonte della Legge Regionale n.21 "Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed adolescenti" avvenuta il 30 ottobre 2007 è stato fatto un passo importante nella direzione della tutela dei bambini dagli abusi psichiatrici causati da somministrazione di psicofarmaci:"Questo provvedimento legislativo, senza precedenti in Europa, rappresenta un grande passo avanti per la protezione dell'infanzia e delle famiglie a fronte di una campagna di marketing che cerca di VENDERE nuove malattie senza alcun fondamento scientifico" afferma il dott. Roberto Cestari, medico e Presidente nazionale del CCDU oltre che Coordinatore Nazionale della campagna "perché non accada", e aggiunge "Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate. Qui ci confrontiamo con diagnosi ove si confondono sintomi con malattie. Il tutto in assenza di ogni fondamento scientifico adeguato. Se a questo aggiungiamo la conseguente somministrazione di psicofarmaci, il quadro è persino grottesco. Non dimentichiamo che la diffusione della somministrazione di psicofarmaci ha raggiunto negli USA ben 11 milioni di bambini e adolescenti, alcuni dei quali si sono successivamente resi responsabili delle stragi in diverse scuole americane. Noi NON vogliamo che ciò accada anche in Italia", e prosegue: "l'unico modo per tutelare i bambini è rappresentato dalla corretta informazione alle famiglie e insegnanti sul problema e ampliando i meccanismi di controllo ai genitori e insegnati attraverso:
- Un fermo NO all'introduzione ed effettuazione nelle scuole italiane di test per effettuare diagnosi sull'ADHD o altre presunte malattie mentali.
- Un migliore controllo e maggiori avvisi agli utenti in relazione a farmaci che presentano gravi rischi per la salute di chi li assume, nonché di essere utilizzati come droghe e conseguentemente spacciati.
Ci auguriamo che questo provvedimento venga adottato anche dalle numerose altre Regioni italiane che lo hanno in discussione e dallo stesso Parlamento della Repubblica."
Seguendo l'onda Statunitense, in Italia ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD. "Nei fatti l'ADHD è solo un sintomo e la sua diagnosi non ha alcuna base scientifica certa, ciò è fin troppo noto nella comunità scientifica internazionale." commenta la dott.ssa Maria Elena Testa. Coordinatrice regionale del CCDU, e aggiunge "Siamo davvero sicuri che i genitori di un bambino difficile siano disposti a far assumere farmaci che possono produrre seri e imprevedibili effetti collaterali sui propri figli? E soprattutto, ne sono a conoscenza?"
Ecco allora l'importanza di informare i genitori, gli insegnati e gli operatori del settore sul problema e sulle opportunità di tutela introdotte dalla Legge Regionale n.21 recentemente promulgata.
Inizio:01/25/2008 - 20:40
Fine:01/25/2008 - 22:30
lunedì, gennaio 07, 2008
Consultazioni sul progetto di legge contro i test psicopatologici nelle scuole e l’uso di psicofarmaci sui bambini
Trento, 7 gennaio 2008.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani è stato invitato alla consultazione della Quarta Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" (proponente consigliere De Eccher) che si terrà il giorno mercoledì 9 gennaio 2008 ad ore 14.30, presso Palazzo Trentini, accesso via Torre Verde 16, Trento, Sala Emiciclo.
Alla consultazione sono stati invitati anche l’Associazione famiglie numerose, l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, l’Ordine dei farmacisti, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Le consultazioni in merito al disegno di legge inizieranno alle 14:30 e si protrarranno fino alle 16:00.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Sezione di Trento
Tel:. +39 0461 532434
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Sito: http://www.ccdutrento.org/
Sito Nazionale: http://www.ccdu.org/
martedì, gennaio 01, 2008
NUOVI VIDEO: PSICOFARMACI AI MINORI

In considerazione di quanto sopra, il Citizens Commission on Human Rights International ha prodotto questi Annunci di Pubblica Utilità (PSA - Public Service Announcements) per esporre la situazione e il bisogno di un cambiamento.
venerdì, dicembre 21, 2007
COMPORTAMENTI O MALATTIE?
La casistica dei disturbi psichiatrici è tanto ampia che chiunque potrebbe rientrarvi, proprio per questo il giudizio psichiatrico sembra così infondato.
Giorgio Antonucci nel suo libro "Critica al Giudizio psichiatrico" afferma: "Gli psichiatri non possono né definire la malattia mentale né dimostrarne l'esistenza; per loro e per i loro seguaci, l'esistenza della malattia mentale è ovvia, al di là di ogni necessità di dimostrazione".
Il vero problema è che queste “diagnosi” trovano risposta in metodi di trattamento estremamente distruttivi. Un tempo esistevano i manicomi in cui i pazienti venivano legati al letto con camicie di forza, ma queste strutture non sono mai scomparse del tutto, basta entrare nei reparti psichiatrici di qualsiasi ospedale. Il trattamento sanitario obbligatorio è ancora oggi una pratica molto diffusa, in pratica è un ricovero coatto, dove la persona non riceve nemmeno notifica del provvedimento intrapreso nei propri confronti. I criteri usati per intervenire sono spesso soggettivi, è sufficiente ritenere pericolosa la persona per giustificarne il TSO e trattamenti farmacologici.
Esistono altri metodi, ben più umani, per occuparsi delle persone con problemi mentali. Ce ne parla sempre Antonucci in un'intervista su "Sabatosera Online" del 6/12: "Entravo nelle stanze dei manicomi e chiedevo di togliere le camicie di forza ai pazienti. Solo così potevo pensare di liberare le persone, dormendo nei loro reparti e parlando con loro".
Ma lo psichiatra Cassano probabilmente non ha mai visto i pazienti di Antonucci, perché "La depressione" sostiene Cassano "è un dolore morale fortissimo, che solo la terapia farmacologica può curare".
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685
Email: linea.stampa@ccdu.org
Siti: www.ccdu.org
domenica, dicembre 16, 2007
mercoledì, dicembre 12, 2007
PSICHIATRIA: DISTRUZIONE DELLA CREATIVITA'
lunedì, dicembre 10, 2007
venerdì, dicembre 07, 2007
L'ENNESIMA TRAGEDIA: La verità sulla sparatoria di Omaha
dicembre 2007 - Omaha (USA): 19enne spara in centro commerciale: nove morti.Era stato "curato con psicofarmaci" per ADHD.
Evidenze enormi collegano i farmaci che alterano la mente con gli atti di violenza
Leggete questo articolo:
www.nsoe.info/la-verita-sulla-sparatoria-di-omaha
PSICOFARMACI: PRIMA PASTIGLIA A OTTO ANNI
Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.
Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l’equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc…; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.
Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d’ingresso verso trattamenti farmacologici, anziché interventi didattici e sociali. Ce ne sono 40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E’ stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.
Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un’inequivocabile chiarezza e trasparenza nell’informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.
Lo screening dei bambini per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la società dagli "elementi inferiori". Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di "malattie ereditarie". In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il "disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici", venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacità mentale". A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati "disturbi mentali".
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Tel.: 02 36510685
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